Chi decide di installare un sistema di accumulo fotovoltaico può ottenere diversi vantaggi, soprattutto per quanto riguarda l’utilizzo dell’energia autoprodotta. Le batterie dei sistemi di accumulo permettono infatti di immagazzinare l’energia prodotta in esubero dal proprio impianto fotovoltaico e utilizzarla successivamente per il proprio fabbisogno - ad esempio nelle ore serali o nei giorni meno soleggiati - senza doverla così acquistare dalla rete nazionale.

In questo modo, l’energia prodotta in eccesso non viene venduta automaticamente alla rete esterna ma sarà immagazzinata nel sistema di accumulo stesso, garantendosi così una maggiore autonomia energetica.

Il sito del GSE, il Gestore Servizi Energetici specifica, come ripreso di seguito, che i sistemi di accumulo possono essere installati su:

  • impianti solari fotovoltaici incentivati;
  • impianti solari termodinamici incentivati o che chiedono il riconoscimento degli incentivi;
  • impianti alimentati da fonte rinnovabile diversi dai fotovoltaici incentivati o che chiedono il riconoscimento degli incentivi, anche in sostituzione al regime incentivante dei Certificati Verdi;
  • impianti di produzione combinata di energia elettrica e calore costituiti da unità per le quali viene richiesto il riconoscimento del funzionamento come Cogenerazione ad Alto Rendimento e/o il riconoscimento dei Certificati Bianchi;
  • impianti alimentati da fonte rinnovabile che accedono, nell'ambito del Ritiro Dedicato, ai prezzi minimi garantiti nel caso in cui l'energia elettrica è ritirata dal GSE o è commercializzata sul libero mercato;  
  • impianti di produzione che accedono allo Scambio sul Posto;
  • impianti alimentati da fonte rinnovabile per i quali è richiesta l'emissione di Garanzie d'Origine.

Nelle Regole Tecniche del GSE sono indicate anche le modalità di comunicazione necessarie relative:

  • all’installazione dei sistemi di accumulo;
  • ai modelli da adottare;
  • alla documentazione tecnica da allegare.

 

 

Quale tipo di sistema di accumulo fotovoltaico scegliere?

Il mercato propone varie tipologie di sistemi di accumulo fotovoltaico, ognuno con caratteristiche differenti da tenere in considerazione per effettuare una scelta che si adatti alle proprie esigenze. Esistono principalmente due tipologie di impianti:

  • stand alone (isolato)

  • grid connected (collegato alla rete elettrica nazionale)

 

 

Impianto "Stand Alone"

L’impianto è anche detto “a isola”, un sistema che come dice il nome è “isolato” perché non è connesso alla rete nazionale. Non dà quindi la possibilità di rivendere l’energia prodotta: essa viene accumulata durante il giorno nelle batterie senza uno scambio con la rete esterna.

Questo tipo di impianti sono vantaggiosi laddove la rete elettrica risulta assente o difficile da raggiungere.

Impianto "Grid Connected"

 

A differenza del primo, è un tipo di impianto connesso alla rete nazionale e distribuisce l’energia prodotta in maniera intelligente, indirizzandola al sistema di accumulo oppure alla rete esterna a seconda della necessità.

Lo scambio può realizzarsi in due direzioni:

  1. immissione in rete, quando vi è un eccesso di produzione di energia per un certo periodo;

  2. prelevo dalla rete, quando l’impianto non riesce a fornire energia elettrica a sufficienza.

Tali impianti possono inoltre essere di due tipi:

  • lato produzione

  • post produzione

Il primo, lato produzione, è installato tra l’impianto fotovoltaico e l’inverter (sul lato corrente continua) e permette una minore dispersione di energia. Il secondo, post produzione, funziona praticamente allo stesso modo ma è collocato a valle dell’inverter (sul lato corrente alternata), comporta una maggiore dispersione di energia rispetto al primo ma rappresenta una soluzione che si adatta agli impianti già installati, in quanto permette di evitare la sostituzione dell’inverter presente.

Batterie di accumulo

Il mercato offre diverse soluzioni anche per quanto riguarda le batterie da scegliere per il proprio sistema di accumulo fotovoltaico. Le più diffuse sono:

  • le batterie al piombo

  • le batterie agli ioni di litio

Le prime, al piombo, esistono da molti anni e sono più economiche. Risultano essere piuttosto ingombranti e meno efficienti. Hanno il limite di poter essere scaricate solo per un 50–60%. La durata varia dai 3 ai 5 anni di media.

Le seconde, agli ioni di litio, sono più costose rispetto alle prime ma in compenso sono più efficienti, realizzate con una tecnologia più recente e meno ingombranti. Possono essere scaricate fino al 90%, ottimizzando al massimo il livello di autoconsumo. La durata varia dai 10 ai 12 anni di media.

Gli impianti di accumulo di energia e il tema della sostenibilità

Un punto da non trascurare nella scelta dei sistemi di accumulo fotovoltaico e delle relative batterie è quello legato alla sostenibilità. È infatti importante che la produzione e l’accumulo di energia avvenga attraverso impianti che siano non solo efficienti ma anche il più possibile sostenibili, grazie a un uso di materiali attenti all’ambiente e che possano essere smaltiti e riciclati in sicurezza. Oltre all’aspetto ambientale, è altresì necessario tenere in considerazione quello di sostenibilità sociale. Un esempio? Da qualche anno il settore e il mercato delle batterie promuovono soluzioni che evitano l’utilizzo di cobalto. La maggior parte della fornitura mondiale di questo materiale deriva infatti dalla Repubblica Democratica del Congo, accusata di violazione di diritti umani all’interno delle miniere da cui si estrae il cobalto.

Il mercato ormai offre soluzioni cobalt-free che possono essere scelte come alternativa alle “classiche” batterie.