Produce ormai il 14 per cento dell’elettricità del continente e dà lavoro a 300mila persone.


Secondo Pierre Tardieu, Chief Policy Officer Wind Europe, queste cifre sarebbero già sufficienti a dimostrare che “l’energia eolica rappresenta per l’Europa una storia di successo. Tuttavia – tiene a precisare – non ci si deve adagiare sugli allori, ma è necessario continuare ad investire in innovazione tecnologica in modo da restare protagonisti della scena competitiva globale”.

Non ritiene che i Piani di Progetto degli Stati membri (NECP National Energy and Climate Plans) per l’area sudeuropea siano già sufficientemente ambiziosi?
In verità, al momento, nessuno di questi Piani lo è. Ce ne sono alcuni, penso ad esempio a quello spagnolo, che a una prima occhiata risultano validissimi in quanto a buoni propositi. Se però li si analizza in modo approfondito, per comprendere come possano concretamente contribuire all’avvio di nuovi progetti, si scoprono varie lacune.
In ambito europeo resta inoltre sempre aperta la questione tariffaria; rimangono ancora pochi mesi per fissare il punto; tutto questo mentre mercato e società civile sono in attesa che si compia questo passo per concertare nuove politiche ambientali e creare nuovi posti di lavoro.

In generale, reputa che l’eolico sia preso nella giusta considerazione nell’ambito dei NECPs?
Sicuramente sta guadagnando attenzione, ma la politica non è sempre concorde sul fatto che entro il 2030 si debba raggiungere la soglia prevista del 32 per cento delle forniture da fonti rinnovabili. Ad eccezione di quello danese, ad oggi nessun governo nazionale si sta occupando seriamente della questione.

Che ruolo giocheranno sul mercato i Power Purchase Agreement, cioè i contratti d’acquisto stipulati fra i proprietari degli impianti di produzione di energia da fonti rinnovabili e gli acquirenti?
Sicuramente rappresentano un nuovo modello di business, peraltro molto importante. I produttori di energie rinnovabili sono estremamente esposti alle oscillazioni del mercato, e chiedono maggiori garanzie per stabilizzare entrate e guadagni. Quest’anno in Europa sono stati siglati PPAs per 1,6 GW, ma si tratta di un volume concentrato prevalentemente nel nord del continente, in particolare nel Regno Unito e nei Paesi Bassi. Per il sud Europa il potenziale inesplorato è ancora fortissimo.