Programma

Cerchiamo di capire, insieme agli esperti del settore, quali sono gli scenari attuali e futuri, a livello europeo e internazionale del settore delle rinnovabili e se e in quale modo i nuovi obiettivi UE 2020 andranno ad influenzare lo scenario globale.

Lasciamo la parola agli esperti:


Intervista a:
Arthuros Zervos
Presidente REN21

Trend solare e eolico al 2019: cosa prevede?
"Fotovoltaico e eolico sono sulla buona strada per una crescita solida nei prossimi anni, sia in Europa che a livello globale. Secondo tutte le previsioni, il 2019 sarà un nuovo anno da record per le installazioni..."
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Intervista a:
Andreas Gandolfo
Bloomberg New Energy Finance

Obiettivi europei al 32%: cosa succederà?
"Gli obiettivi funzionano poco se non sono accompagnati da sanzioni: è un'opinione basata sull'esperienza di BNEF con gli obiettivi UE 2020 per le rinnovabili, che alcuni paesi chiaramente non potranno centrare..."
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Intervista a:
Alessandro Marangoni
Althesys Strategic Consultants

Fotovoltaico italiano verso il 2030: quali scenari?
I nuovi target per le rinnovabili richiedono anche all'Italia uno sforzo molto impegnativo, con investimenti cospicui in tutte le fonti. Tra queste il fotovoltaico dovrà avere un ruolo centrale, triplicando la potenza installata..."
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Intervista a Arthuros Zervos, Presidente REN21

Come vede innalzamento al 32% degli obiettivi europei, che accelerazione porteranno?

"
Si tratta di un importante passo avanti anche più elevato della precedente proposta del 27% fatta dalla Commissione europea. Il fatto che non abbiamo obiettivi nazionali vincolanti, così come prevede la direttiva attuale, crea un livello di incertezza per lo sviluppo dei mercati nazionali, data la mancanza di ambizione in molti paesi. D'altro canto, è importante che l'accordo proposto preveda che gli Stati membri debbano dare visibilità per almeno cinque anni al sostegno pubblico alle energie rinnovabili. Ciò consentirà agli investitori di avere previsioni di maggior respiro e all'industria di pianificare a lungo termine e di ridurre i costi.
È chiaro che il nuovo obiettivo renderà ancor più veloce la diffusione delle fonti rinnovabili nell'UE. Questa accelerazione dipenderà anche dall'efficacia dei nuovi schemi di asta, attualmente applicati da diversi Stati membri con risultati contrastanti e dalla riprogettazione del mercato europeo dell'energia elettrica, che deve ancora essere concordata tra le istituzioni europee."


Cosa prevede per il 2019 come trend del solare e dell’eolico. A livello europeo e a livello internazionale?

"Fotovoltaico ed eolico sono sulla buona strada per una crescita solida nei prossimi anni, sia in Europa che a livello globale. Secondo tutte le previsioni, il 2019 sarà un nuovo anno record per installazioni.
In Europa, nonostante ci siano alcuni problemi specifici in diversi paesi che devono essere risolti (aste in Germania, permessi in Francia, ecc.), le prospettive sembrano positive.
A livello globale, molto dipenderà - come negli anni scorsi - dal mercato cinese. L'elemento positivo, oltre allo straordinario sviluppo avvenuto negli ultimi anni in Cina, è che molti altri paesi in via di sviluppo sono fortemente impegnati nelle energie rinnovabili. Nel 2017, il 63% dei nuovi investimenti globali nelle rinnovabili si è svolto nei paesi in via di sviluppo ed emergenti. Si prevede che questa tendenza continui, con ancor maggiore forza, nei prossimi anni."


Intervista a Andreas Gandolfo, Bloomberg New Energy Finance

Come vede lo scenario europeo delle rinnovabili alla luce degli obiettivi del 32%?

Gli obiettivi funzionano poco se non sono accompagnati da sanzioni: è un’opinione basata sull’esperienza di BNEF con gli obiettivi UE 2020 per le rinnovabili, che alcuni paesi chiaramente non potranno centrare. Ciò non significa che non ci saranno paesi dell'UE che prenderanno sul serio i nuovi obiettivi al 2030 per le rinnovabili, ma i traguardi che il singoli Stati si daranno, alla fine, dipenderanno più che altro dalla politica interna, dall'andamento economico e dal buon senso. Di conseguenza, ci aspettiamo sia che alcuni si diano target ambiziosi da qui al  2030, sia che altri sfruttino la natura non vincolante degli obiettivi per giocare al ribasso.
Le nuove quote previste per il fotovoltaico europeo faranno di nuovo correre il mercato nel 2019, mentre le aste serviranno a soddisfare gli obiettivi di energia rinnovabile del 2020. Il solare è facile e economico da fare, il che ne fa una tecnologia di elezione per una rapida implementazione. Nel 2019, il solare europeo sarà messo alla prova dalle dinamiche di mercato. Alcuni paesi, come la Spagna, hanno attualmente prezzi energetici abbastanza alti elevati da sostenere i progetti commerciali: nel corso di un vertice BNEF, il governo spagnolo ha parlato di 5GW di progetti commerciali. Ma alcuni questioni importanti devono ancora essere risolte, come la partecipazione del solare ai mercati e la sua integrazione nella rete. A livello globale, tuttavia, nel 2019 il solare subirà un rallentamento, causato dallo stop alle installazioni cinesi. Ciò significa che il mercato, a livello globale, non crescerà, quindi ci sarà un eccesso di offerta di moduli. E questo potrebbe spingere altri mercati ad aumentarne l'adozione.
Per  il settore eolico si prevede invece un 2019 difficile: da un lato, c'è domanda sul mercato e ci aspettiamo circa 13 GW in Europa (inclusa la Turchia), contro gli 11 GW nel 2018. Dall'altro, però l'industria di settore ha venduto impianti eolici a prezzi molto contenuti, e  ora li deve consegnare. Si tratta di buone notizie per i consumatori e l'ambiente, ma l'industria  certamente ne risentirà."


Alessandro Marangoni Althesys Strategic Consultants

Ci può dare delle anteprime sul convegno del 7 novembre “Il fotovoltaico italiano verso il 2030. Scenari per il rinnovamento e per i nuovi impianti”?

"I nuovi target per le rinnovabili richiedono anche all’Italia uno sforzo molto impegnativo, con investimenti cospiscui in tutte le fonti. Tra queste, il fotovoltaico dovrà avere un ruolo centrale, triplicando circa la potenza installata, oggi arrivata intorno ai 20 GW. Per raggiungere gli ambiziosi obiettivi occorrerà non solo ammodernare il parco attuale in modo da mantenerlo efficiente ed evitarne il degrado attraverso un’operazione di revamping, ma anche cogliere tutte le opportunità per sviluppare nuova capacità, sia mediante repowering dei siti esistenti, sia attraverso nuove installazioni.
Le analisi condotte da Althesys sul Parco fotovoltaico italiano  mostrano infatti diverse criticità che limitano in parte l’efficienza degli impianti. Per quelli entrati in esercizio prima del 2011 il decadimento della produzione è stimabile nel 2,2% annuo, ben superiore a quello fisiologico previsto al momento della costruzione. In assenza di interventi, la nuova potenza si limiterebbe pertanto a sostituire quella persa per il degrado delle prestazioni. Di conseguenza, al 2030, la perdita totale sarebbe in teoria di 5.000 MW, pari al 25% della potenza esistente al 2017. Tra tutti gli impianti, si stima che quelli utility scale affetti da problematiche tocchino una quota che varia tra il 30% e 40% (2,5-3,3 GW), con un costo complessivo per l’ammodernamento che si aggirerebbe tra 220 e i 270 milioni di euro. Il revamping dovrebbe peremtte di evitare questa perdita, mentre il repowering può fornire, sempre al 2030, 1.550-1.700 MW aggiuntivi. Ugualmente, per cogliere gli obiettivi al 2030, è fondamentale il rilancio dello sviluppo di nuovi impianti, che dovrebbe portare a un aumento di 35-45 GW di installato."