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La luce non è solo tecnologia ma anche comunicazione ed emozione.

Oggi vi sono, sostanzialmente, due esigenze nell’affrontare l'illuminazione degli spazi cittadini: da una parte la necessità di funzionalità e sicurezza, dall'altra la valorizzazione del territorio e delle eccellenze artistiche e culturali. Il rapporto sempre più stretto tra ambiente, architettura e potenzialità della luce, ha mutato il modo di essere delle Città  e la loro percezione. La luce è diventata sempre più protagonista dei nuovi ambienti e paesaggi urbani, soprattutto nelle aree a forte densità di popolazione, dove una corretta illuminazione diventa elemento d’identità e di differenziazione degli spazi.

Si può pensare al lighting designer come a un "regista" che sceglie come, dove e perché illuminare, con soluzioni che cambiano a seconda del contesto urbano in cui opera.
Una figura, quella del lighting designer o progettista illuminotecnico che è sempre più parte integrante del progetto nel suo complesso e che interagisce con architetti, ingegneri e informatici. Infatti, in tutti i più importanti interventi internazionali di riqualificazione urbana la luce diventa protagonista nelle mani sapienti del lighting designer che contribuisce a creare spazi e luoghi nuovi e più coerenti alle esigenze dei cittadini.

Nel nostro paese, questa figura non è ancora così riconosciuta, pertanto, è necessario sensibilizzare sempre di più la Pubblica Amministrazione e le Stazioni Appaltanti sulla necessità di affidare gli interventi di riqualificazione a professionisti competenti e che abbiano maturato significative esperienze nella progettazione illuminotecnica.
E’ evidente che la scoperta del led e la sua evoluzione sono stati per il mondo dell’illuminazione una “rivoluzione”, se vogliamo anche epocale, che ha comportato importanti modifiche nel modo di progettare e gestire apparecchi e impianti.

Molti oggi, pensando al led, lo associano principalmente al risparmio energetico, dimenticando, invece, altre e, forse, più importanti caratteristiche di questa tecnologia che ad esempio consente di progettare una luce efficace, dinamica, flessibile, adattabile secondo una visione sempre più globale che non è solo tecnologica ma anche “integrata”” nel senso di confronto e interazione con chi vive gli spazi e l’architettura circostante.
Interventi che vengono  favoriti  dal fatto che questa nuova tecnologia ha portato innovazione anche in termini di design e forme: apparecchi sempre più costruiti su misura per rispondere alle diverse esigenze, soprattutto quando si tratta di interventi di valorizzazione architetturale.

Naturalmente, non è sufficiente utilizzare apparecchi dotati di tecnologia a led per realizzare una buona illuminazione ma è sempre necessaria una buona progettazione, fondamentale per la scelta degli apparecchi più adeguati al contesto e alla buona riuscita di un intervento di riqualificazione urbana.

Non bisogna dimenticare, inoltre, che l’utilizzo del led ha ricadute importanti non solo sui consumi energetici, ma anche sull'ambiente determinando una riduzione dell'impatto sullo stesso perché, grazie alla sua lunghissima durata, si evita di ricorrere alla sostituzione frequente delle lampade, e per l’assenza di gas nocivi alla salute e di sostanze tossiche come il mercurio.

L’innovazione tecnologica oggi ci mette a disposizione tutta una serie di strumentazioni e sistemi (sensori, device, ecc.) che a breve ci consentiranno di costruire e gestire Città sempre più intelligenti e sensibili, infatti, stanno nascendo le prime Smart City, un modello urbano che risponde perfettamente alle esigenze dei suoi cittadini e che rappresenta una soluzione importante anche per fronteggiare problemi quali lo smog e l’inquinamento di metropoli sempre più grandi e affollate.

In tutto questo, l’obiettivo principale è quello di realizzare condizioni di vita migliori per i cittadini nel massimo rispetto ambientale, di conseguenza ci deve essere, da parte di tutti i protagonisti di questo “affascinante” mondo dell’illuminazione, il massimo e sinergico impegno per arrivare a quella luce “adattiva” che permette di poter mettere al centro i bisogni dell’uomo, del cittadino tenendo sempre ben presente il concetto di “human centric lighting” quando si progettano e costruiscono impianti, apparecchi e sistemi d’illuminazione innovativi.

In questo contesto gli impianti d’illuminazione diventano la prima infrastruttura dello sviluppo e fornitrice di nuovi servizi considerati sempre più imprescindibili: connettività, telecontrollo, mobilità, ecc.. Smart city, Smart home, Smart building sono tutte definizioni che stanno a indicare modelli dove la luce diventa elemento principale per creare nuovi servizi basati sulle velocità di trasmissione delle informazioni a vantaggio degli utenti migliorando la loro qualità della vita e garantendo servizi avanzati di connettività e mobilità. Così, ad esempio, permette di ottenere informazioni in tempo reale sul traffico e i parcheggi all'interno della Città, consente di rilevare i flussi occupazionali all'interno dei luoghi di lavoro e molto altro ancora.

Sono già realtà in alcune grandi Città e, non solo, le reti connesse a Internet che danno "voce" a lampioni, parcheggi e cassonetti di rifiuti. Big data, intelligenza artificiale, Internet of Things (IoT) sono la leva per gestire in modo innovativo e più strategico: traffico, rifiuti, illuminazione, ambiente, sicurezza e altri servizi. Azioni mirate a rendere le città non solo più efficienti, ma anche più "green" e più attente al benessere del cittadino che diventa sempre più parte attiva della rivoluzione digitale perché l'intelligenza di una città si misura anche con la capacità di saper creare una cultura condivisa dell'innovazione dove tutti possono farne parte.


 Autore: Gian Paolo Roscio, Presidente AIDI