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elettricoplus.it - La norma la fa tramite il parametro UGR (Unified Glare Rating) che è un fattore unificato in campo internazionale, per la valutazione dell’abbagliamento diretto. Un'attenzione fondamentale è quindi quella di scegliere apparecchi di illuminazione che abbiano dei bassi indici di rischio fotobiologico


Hai mai provato a guardare il sole senza alcun filtro? Bè, se hai provato a farlo sono certo che non sarai riuscito a tenere gli occhi aperti per oltre un secondo. La superficie solare infatti si stima abbia una luminanza di 1,65 miliardi di candele al metro quadrato. Capisci quindi quanto la luminanza possa disturbare l’osservatore.
Per fare un esempio meno estremo del precedente ti basta fare il paragone tra una lampada a ioduri metallici da 70W il cui flusso luminoso è di circa 5.600 lm rispetto una plafoniera 2x36W il cui flusso luminoso è simile (circa 6.000 lm).  Ti puoi però accorgere facilmente che la sensazione luminosa sia ben diversa. Pur essendo il flusso luminoso maggiore nella plafoniera 2x36W, se la guardi, non resti infatti abbagliato come invece capita con la lampada da 70W a ioduri. Questo perché il flusso luminoso dei tubi fluorescenti da 36W viene emesso da una grande superficie mentre il flusso luminoso della lampada a ioduri metallici viene emesso da una superficie molto piccola e quindi la luminanza è maggiore.
E più la luminanza è elevata, più l’osservatore potrà trovarsi a disagio.
Come possiamo gestire la luminanza delle sorgenti luminose?

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