L’idrogeno verde si sta facendo sempre più spazio nel campo delle energie rinnovabili, andrà infatti a ricoprire un ruolo di rilievo nel prossimo futuro. Molti sono i progetti dedicati a questo settore, vediamone alcuni.

L'aumento della produzione e utilizzo di energie rinnovabili è uno degli obiettivi fondamentali da attuare per la transizione ecologica e per il raggiungimento di un concreto sviluppo sostenibile.

Fra le energie rinnovabili particolare rilevanza sta avendo l'idrogeno, che andrà a ricoprire un ruolo importante nel prossimo futuro.

L'idrogeno verde

Ma cos'è esattamente l'idrogeno verde?

Si tratta di idrogeno prodotto tramite l’elettrolisi dell’acqua in strutture alimentate da fonti rinnovabili, quindi derivante ad esempio dal fotovoltaico, dal calore raccolto da impianti solari o dal recupero di scarti industriali.

Non è da confondere quindi con il cosiddetto idrogeno blu, cioè prodotto dal gas naturale con cattura e stoccaggio della CO2.

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Le Hydrogen Valleys

Le Hydrogen Valleys sono impianti di produzione di idrogeno verde, ma anche incubatori e acceleratori per incentivare l'utilizzo di questa energia e la ricerca delle tecnologie per il suo sviluppo.

Al riguardo sono partiti i primi protocolli per realizzare le Hydrogen Valleys italiane in Piemonte, Friuli-Venezia Giulia, Umbria, Basilicata e Puglia. Le Regioni capofila hanno infatti annunciato l'avvio degli impianti di produzione di idrogeno verde in aree industriali non piú utilizzate.

Di fatto l'obiettivo è duplice: oltre a produrre  energia verde in zone dismesse, si vuole anche approfondire la ricerca tecnologica in questo settore.

Ciascuna Regione individuerà un progetto di ricerca da affiancare alla produzione di idrogeno verde, cosí da ampliare e innovare questo settore.

Secondo quanto precisato dal ministro della Transizione Ecologica Roberto Cingolani, gli impianti dovranno rispettare i seguenti limiti:

  • produrre massimo tre tonnellate di anidride carbonica per ogni tonnellata di gas;
  • la potenza totale dovrà essere compresa tra “uno e cinque megawatt” nel 2026.


 

Le Hydrogen Valley in Italia: dalla Lombardia alla Puglia
 

Hydrogen Valleys in Piemonte

Il Piemonte ha individuato un totale di 28 siti industriali dismessi candidati a trasformarsi in Hydrogen Valleys, e per la precisione:

  • 12 a Torino;
  • 8 a Novara;
  • 4 a Cuneo;
  • 3 in provincia di Verbanio-Cusio-Ossola;
  • 1 a Vercelli.

Per questa regione è previsto un investimento da 80 milioni di euro da aggiungere alle risorse stanziate dal Pnrr.
 

Hydrogen Valleys in Basilicata

In Basilicata è previsto l'avvio di un progetto di infrastrutturazione di rete, siti di stoccaggio e distribuzione di Idrogeno (H2) e Metano liquido (GNL) nelle principali aree industriali della zona.

Si vuole anche realizzare un Centro di Alta Tecnologia Nazionale per l'avvio di progetti di ricerca  tecnologica sulla mobilità ad idrogeno.
 

Hydrogen Valleys in Puglia

Gli interventi previsti in questa zona riguarderanno anche l’area dell’ex Ilva di Taranto.

La città è stata infatti candidata dalla Regione per diventare il polo dedicato alla sperimentazione delle tecnologie che permetteranno di utilizzare l'idrogeno verde anche nell'industria dell'acciaio.
 

Idrogeno verde e mobilità sostenibile

Anche la mobilità guarda con attenzione agli sviluppi del settore dell'idrogeno verde e alle sue sperimentazioni.

Come in Piemonte che, ad esempio, si pensa di installare punti di ricarica e approvvigionamento di idrogeno per i mezzi pesanti provenienti dal Nord Europa.

E, sempre in questa Regione, un altro esempio degno di nota riguardante l'utilizzo dell'idrogeno verde per la mobilità sostenibile è la H2iseO Hydrogen Valley.

Si tratta di un progetto di FNM, FerrovieNord e Trenord, che mira a decarbonizzare il trasporto pubblico considerando l'introduzione dell’idrogeno nel funzionamento della linea ferroviaria Brescia-Iseo-Edolo.

Idrogeno verde: altri progetti italiani

Andando verso la città di Ravenna, si vede la nascita di un nuovo hub energetico nel mar Adriatico col progetto Agnes: 75 turbine eoliche offshore e un impianto fotovoltaico galleggiante andranno ad affiancare un elettrolizzatore per produrre idrogeno verde.

Spostandosi invece verso il Lazio, nella zona del Lago di Bracciano presso il Centro ricerche Enea della Casaccia, vi è l'intenzione di creare un hub di ricerca dedicato allo studio delle tecnologie, dei servizi e dei prodotti riguardanti il settore dell'idrogeno.
 

A key Energy si parlerà di idrogeno con H2IT, ENEA, Clust-ER Greentech e tanti altri in convegni e seminari verticali e specifici, scopri gli eventi dedicati all’idrogeno: https://www.keyenergy.it/eventi/key-energy-2022/programma-convegni-2022/e20372478/idrogeno.html
 

L’idrogeno nei settori hard-to-abate

I settori hard-to-abate sono quei settori ad “alta intensità energetica e privi di opzioni di elettrificazione scalabili”, nei quali risulta quindi molto difficile raggiungere una transizione all’elettrico.

Come ad esempio nell’industria dei prodotti chimici, dell’acciaio o della raffinazione del petrolio, ma anche nel settore del cemento, della navigazione commerciale o nel trasporto pesante.

Il potenziale utilizzo di idrogeno verde in questi settori, dove il passaggio all'energia elettrica rinnovabile è dunque molto complicata, diventa un’importante soluzione alternativa per raggiungere gli obiettivi di decarbonizzazione anche in questi contesti.

Il PNRR considera l’idrogeno verde un elemento chiave per traguardare l’obiettivo di decarbonizzazione fissato dall’UE, soprattutto in questi settori dove l’elettrificazione è appunto difficile. L’UE ha dichiarato che nel piano di decarbonizzazione vi è in previsione un’importante crescita nel mix energetico dell’idrogeno verde, fino al 13-14% entro il 2050.

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